Ignoro quanto e se la cosa sia nota in Italia. In Rete mi sembra di non aver trovato alcun riferimento nella nostra lingua. Tanto vale dunque che traduca direttamente il brano che ho trovato sulla versione giapponese di Wikipedia. Si sta parlando di The End of Evangelion

Ah, ovviamente, non avendo visto il film nell’edizione italiana, l’ultima frase non so come sia stata tradotta… Io, comunque, la rendo nell’unico modo che ritengo sensato renderla…



Dopo il titolo in sovraimposizione («THE END OF EVANGELION ONE MORE FINAL: I need you.»), vediamo Shinji e Asuka stesi sulla spiaggia, e Shinji che, in silenzio, strangola la ragazza. Come reazione, Asuka porta la mano alla guancia di Shinji, accarezzandolo dolcemente, e Shinji tra i singhiozzi lascia cadere le mani con cui le stringeva il collo. Il film termina con un’unica, ultima frase di Asuka, sovrapposta ai singhiozzi di Shinji: «Che schifo!» (「気持ち悪い」). Un’ultima scena che ha sollevato un violento dibattito immediatamente dopo la proiezione del film, opera definita di ardua comprensione.

Secondo Miyamura Yūko (宮村優子), doppiatrice di Asuka, in origine sul copione era scritto: «Col cavolo che mi lascio ammazzare da te!» (「あんたなんかに殺されるのはまっぴらよ」). Ma quando si arrivò a fare il doppiaggio, Miyamura si sentiva in difficoltà, e l’OK stentava ad arrivare. Allora Anno Hideaki, il regista, le si avvicinò e le disse: «Miyamura, prova a immaginarti di star dormendo sul tuo letto, e che uno sconosciuto sia penetrato nella tua stanza. Tu stai dormendo, e lui potrebbe violentarti in qualunque momento. Però non lo fa, e invece comincia a masturbarsi guardandoti [tra l’altro, Shinji questo l’ha fatto all’inizio del film, guardando Asuka, ed è un ricordo che i due condividono nel mare dell’LCL]. Allora tu ti svegli, e ti accorgi di quel che ha fatto. Cosa credi che dirsti in quel momento?». Miyamura, pur considerando strane le parole del regista, rispose: «Direi ‘Che schifo!’». E cosí questa fu scelta come l’ultima battuta di Asuka per il finale del film.

Inoltre, stando a Ogata Megumi, la scena della ragazza che, strangolata dal ragazzo, gli accarezza una guancia, è un fatto realmente accaduto a una conoscente di Anno. Pare che nel momento in cui stava per essere veramente uccisa, la donna provò l’inspiegabile e irresistibile desiderio di accarezzare l’uomo. Ma non appena la forza con cui lui le stringeva il collo si dileguò, lei riacquisto immediatamente la sua freddezza, e le uscirono di bocca le succitate parole: «Col cavolo che mi lascio ammazzare da te!».



Penso che questo breve brano, piú di mille discorsi e citazioni infinite, può dar l’idea di come sia nato e stato concepito & composto Neon Genesis Evangelion, o perlomeno una sua buona parte. Dedicato a quanti credono invece che ogni singola immagina, frase e battute, che ogni singolo frame, se analizzato a fondo e sviscerato con cura, nasconda e mostri chissà quale càbala(!), chissà quale Sublime Segreto o Verità Rivelata, in cui tutto torna, tutto si riannoda e coincide alla perfezione (la storia, i simboli, i significati). A suo tempo erano tanti a crederci (specie in Italia). Chissà quanti ne sopravvivono oggi.









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